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archivio-protocollo comunale

 

Mappa Campagnella

Piano della città di Rovigo e suoi sobborghi
delineato da M. A. Campagnella (1759)

 

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Aurora

A.U.R.O.R.A.
Amministrazioni Unite per la Redazione degli Oggetti
e la Redazione delle Anagrafiche nel protocollo informatico

Il Comune di Rovigo partecipa al Progetto Aurora

 

 
Archivio del Comune di Rovigo

 

Storia dell'Archivio Comunale


Non è semplice tracciare le vicende dell’archivio comunale di Rovigo che per anni è stato un famoso esempio - tra i tanti in Italia - di “malarchivistica”, così come non è facile individuare quali siano stati i processi decisionali che hanno condotto a trascurare quasi completamente il materiale documentario della comunità.
Attualmente l’archivio storico comunale è conservato in più sedi.
La sezione più antica è conservata presso l’Accademia dei Concordi probabilmente dalla fine del XIX sec., in forme mai riconosciute ufficialmente. L’archivio qui depositato copre l’arco cronologico tra il 1440 e il XIX sec., e comprende gli atti prodotti sotto le dominazioni di Venezia (comunità e rettori), di Napoleone e degli austriaci e le deliberazioni della Giunta municipale post unitaria fino al 1907. L’archivio non dispone di un inventario, nel corso del XX sec. sono stati tuttavia redatti alcuni strumenti parziali per facilitare l’accesso alla documentazione.
Presso l’Archivio di Stato cittadino è conservata, invece, una sezione dell’archivio storico comunale comprendente documentazione dal 1800 al 1930. Il primo deposito dell’amministrazione a titolo volontario avvenne nel 1970.
Infine, la documentazione successiva, compresa tra il 1931 al 1965, è conservata in un deposito presso l’Interporto di Rovigo ed è stata interessata dalle operazioni di riordino e inventariazione presentate attraverso questo lavoro.
Dagli anni Sessanta l’archivio storico e di deposito del Comune erano collocati in «in diversi, indecenti e pericolanti locali» (per citare i documenti conservati in archivio): la soffitta della sede municipale, l’officina degli elettricisti, alcuni locali nell’ala pericolante del municipio (in precedenza sede degli uffici di ragioneria e dell’anagrafe), la soffitta e la botola di Palazzo Roverella, i locali cosiddetti «Val di Susa» in via Oroboni, lo scantinato dell’Istituto magistrale, il locale adiacente alla stamperia. Il capo ufficio sollecitava l’amministrazione ad approntare nuovi spazi per l’archivio «funzionali e sufficienti per consentire a tutto l’archivio comunale il necessario respiro e la inderogabile sistemazione, anche con opportuni scarti».
Con deliberazione 7 luglio 1965, n. 602 la giunta ha provveduto alla sistemazione dei locali di Palazzo Roverella e solo nel 1970, diede seguito al trasferimento volontario presso l’Archivio di Stato della documentazione proveniente dai locali del palazzo municipale.
Con ogni probabilità, nei primi anni Ottanta venne deciso il trasferimento all’Accademia dei Concordi della documentazione a carattere storico (1570-1800) conservata fino a quel momento nella «botola» di Palazzo Roverella. Nell’archivio comunale, presso il servizio archivistico è infatti conservata copia dell’accordo stipulato tra l’Accademia e l’Archivio di Stato, datato 19 marzo 1979, volto a definire i settori di competenza rispetto alla conservazione della documentazione comunale di Palazzo Roverella: la prima istituzione avrebbe acquisito a titolo di deposito il materiale anteriore alla caduta della Repubblica Veneta, mentre l’Archivio di Stato avrebbe ricevuto il materiale posteriore a quella data. La documentazione compresa tra gli anni 1930-1940 (limite della sezione storica) non venne mai trasferita all’Archivio di Stato.
Negli anni Novanta rimanevano ancora alcune emergenze: il sottotetto del palazzo comunale, lo scantinato dell’Istituto magistrale e le cantine di Palazzo Angeli, dove era confluita la documentazione proveniente da Palazzo Roverella unitamente ad altri pezzi provenienti dagli uffici comunali. La maggior parte della documentazione prodotta e ricevuta dal Comune dal 1930 al 1980 circa era accatastata nelle cantine di Palazzo Angeli, depositata sulla terra battuta, addossata alle pareti di uno stretto corridoio che permetteva il passaggio di una sola persona.
Il Comune decise di “metter mano” all’archivio solo alla fine degli anni Novanta, ma la motivazione impellente dell’intervento era che Palazzo Angeli necessitava di una ristrutturazione muraria.
Il primo intervento risale al luglio del 1998, quando l’amministrazione affidò ad una ditta di costruzioni il rifacimento della copertura di Palazzo Angeli. La ditta interpellò le professioniste Cristina Covizzi e Cristina Tognon al fine di trasferire e porre su scaffalatura la documentazione dalle cantine del Palazzo all’atrio dello stesso.
Si raggiunse così l’obiettivo prefissato, ovvero riporre la documentazione ordinata per serie su un’adeguata scaffalatura e fornire un primo strumento di accesso ai documenti, ossia un sommario elenco di consistenza che definisse la tipologia documentaria presente e ne fornisse una quantificazione. Nel frattempo la documentazione depositata presso l’Istituto magistrale veniva destinata al macero perché ormai irrecuperabile.
Dalla fine del 2003 l’Ente decise di dare l’avvio al progetto di riordino generale dell’archivio comunale, realizzato in più fasi, e volto al totale recupero della parte storica e alla quantificazione e tutela dell’archivio di deposito. Nel 2004, con l’autorizzazione della Soprintendenza Archivistica per il Veneto iniziarono le operazioni di coordinamento del trasferimento della documentazione presso l’Interporto. In quell’area è stato individuato un magazzino che, in seguito a un lavoro di équipe tra gli uffici comunali, è stato trasformato in un’idonea sede di archivio con un adeguato sistema antincendio, scaffalature di metallo a norma, oscuranti alle finestre per schermare i documenti dai danni della luce, un ufficio attrezzato sia per la gestione e consultazione interna degli uffici che per attività di ricerca da parte di utenti esterni.
Con l’allestimento di una sede d’archivio il Comune di Rovigo ha raggiunto due importanti traguardi:

  • attraverso la gestione dell’archivio il Comune assicura un facile accesso agli atti amministrativi sia da parte degli uffici interni, per la salvaguardia delle prerogative giuridiche dell’ente, sia da parte dell’utenza esterna per la tutela dei propri diritti ed interessi, nel rispetto dei principi generali di trasparenza ed efficienza amministrativa;
  • ha messo a disposizione della cittadinanza un nuovo bene culturale, ora finalmente fruibile ed accessibile a tutti, patrimonio della città da promuovere e valorizzare nel territorio. L’archivio rappresenta infatti una fondamentale fonte della memoria storica locale e il binomio valorizzazione-comunicazione rappresenta un elemento importante dell’azione del Comune per la conservazione e trasmissione della memoria collettiva.

Infine il Comune, nel corso del 2005, ha affidato alla professionista Cristina Covizzi l’ultima fase del riordino, che prevedeva la redazione -su supporto sia cartaceo che informatico- dell’inventario dell’archivio storico (1930-1965) e i risultati del lavoro saranno oggetto della giornata di presentazione dell’inventario.

In conclusione si può affermare che il Comune di Rovigo ha vissuto una storia a lieto fine, impensabile fino a pochi anni fa: dal buio insalubre delle cantine siamo passati alla luce schermata dai raggi ultravioletti della nuova sede.

 

archivio di deposito e storico:
progetto di recupero e valorizzazione dell’archivio comunale e avvio del servizio di gestione


archivio vecchio archivio nuovo
Dalle umide cantine...   ... alla nuova sede dell'archivio

 

le fasi del recupero dell'archivio del comune di rovigo

(approvato con deliberazione G.C. n. 155 del 29.09.2003)

  • fine 2003: censimento del materiale documentario esistente in scantinati, ex magazzini, soffitte e sgabuzzini accatastato nelle varie sedi comunali;
  • inizio 2004: individuazione ed allestimento di un locale ampio e funzionale da trasformare in idonea sede d’archivio, con l’obiettivo di mettere in sicurezza la documentazione e garantirne al tempo stesso una facile ed immediata consultabilità;
  • agosto 2004: il trasloco del materiale documentario di deposito e storico presso la nuova sede; ricostruzione seriale della documentazione e predisposizione di strumenti di accessibilità di I° livello (elenco di consistenza e guida topografica);
  • settembre 2004: creazione di un ufficio attrezzato presso la nuova sede ed istituzione del Servizio di Gestione sperimentale;
  • dicembre 2005: redazione dell’inventario dell’archivio storico (1931-1965) a cura di Cristina Covizzi.

interporto  

Archivio di Deposito e Storico comunale

sede: Viale delle Industrie, 55
presso l’Interporto di Rovigo
telefono/fax: 0425/475310
orari: lunedì e giovedì, ore 9.00 – 12.00

Responsabile del Servizio: Antonella Finatti
Referente del Servizio: Manuela Barion
archivio@comune.rovigo.it